Prefazione.
L'anno scorso mi telefona Enrico Tauraso, amico e cantante dei Dead Elephant per chiedermi di disegnare la copertina del loro ultimo disco. Enrico inizia a spiegarmi il concetto alchemico che dovrei rappresentare, mi fornisce anche del materiale iconografico cui attingere. Ascolto attentamente tutto lo spiegone e prendo appunti.
Segue mia profonda riflessione che sempre precede l'atto disegnatorio. Due cani in amore, il maschio s'è fatto prendere la zampa e sbrana il collo della compagna un poco stupita dal gesto esagerato che le provoca un certo fastidio. A guardare meglio lui l'aspettava quatto tra i rovi e le si è gettato addosso al passaggio. Poi il bosco che significa sempre qualcosa e il fiume che divide la valle, altri significati. Per ultima la fortezza. Tutto illuminato da una luce stroboscopica.
Enrico riceve e mi telefona una prima volta, il disegno gli piace ma non è quello che immaginava.
Seguono numerose altre telefonate e bestemmie incrociate ma non riesco proprio a disegnare altro, per tempo e poca dimestichezza con l'alchimia.
Getto la spugna.
Amici come prima, ci mancherebbe, ci si vede una volta l'anno.
C'era anche questa versione satura della stessa:
Epilogo.
La copertina dell'ultimo disco dei Dead Elephant, "Thanatology": un bell'elefantone cubista, in barba a Paracelso. L'autore è Danijel Zezelj.

4 commenti:
marco cazzo cazzo mi sgarri sul concetto alchemico della tamarraggine
Secondo me, facevano meglio a buttarti lì un paio di idee e un paio di atmosfere, e poi lasciar fare liberamente a te. Sarebbe venuto fuori qualcosa di potente, allegro ma inquietante, come certe illustrazioni che ho visto su "Internazionale". Già, ma c'è ancora chi pensa che un illustratore sia un esecutore di idee (non funzionanti) altrui.
il disegno cassato risponde ad una simbologia nota agli iniziati
dovrò iniziare a iniziarmi, perché la simbologia mica l'ho capita...
molto efficace la versione satura.
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