martedì 12 luglio 2011

DI QUELLA VOLTA CHE FREDERICO CI RIMASE MALE

Frederico ha fame, una fame normale, niente a che vedere con il Burundi o il Burkina Faso, comunque fame. Arriva da Angelo che i suoi amici hanno già ordinato gli spaghi con le vongole voraci che sanno di scoglio. Il cameriere gli assicura che c'è ancora una porzione, di stare tranquillo.
Che culo! pensa soddisfatto Frederico.  Li guarda mangiare per una buona mezz'ora, i suoi amici, fanno anche scarpetta nel sugo vorace, gli schifosi, e ridono pure.
Aspettando il suo turno Frederico rosicchia un grissino, molto lentamente, per ingannare il tempo.
Poi sbotta che è già trascorsa una mezz'ora abbondante: "Cameriere, i miei spaghi con le gondole froci per dio eccheccazzo!"
"Vongole finite" gli risponde il cameriere definitivo.
Frederico, sconfitto ma non domo, si dirige verso un orizzonte di tremendissime vendette possibili.

Questa è sempre la solita Lola, però in treddì come piace a Frederico, da guardare con gli occhiali anaglifi, come andava di moda negli anni '50.


Auguri Frederico, questo tirannosauro in pongo è per te, adesso soffia.



6 commenti:

baboucherouge ha detto...

sei proprio un tenerone. da farti un pupazzetto. se facessero i pupazzetti corona e baciocchi io li comprerei insieme. ma siete partiti tu e gio?

marcocorona ha detto...

A Pianfei piove, questo è un fatto.

Andrea Settimo ha detto...

ti ho risposto per mail!

pornonichilista ha detto...

roba bella davvero. carta, legno, pelle, pongo...c'è qualcosa che non sai trasformare in bellezza?

marcocorona ha detto...

questa tastiera di merda, regalo di uno che tatuai, nera, più che digitare dei tasti mi sembra di suonare i bonghi ad una festa afro

pornonichilista ha detto...

puoi decorarla, almeno suoni un bongo bello